SPIRIT OF AMERICA

America is a land of wonders, in which everything is in constant motion and every change seems an improvement ----------------------- ALEXIS DE TOCQUEVILLE

Tuesday, January 31, 2006

Corte Suprema, con Alito si completa la svolta conservatrice

Preparata per vent'anni, coltivata con cura e pazienza nei circoli conservatori d'America, la svolta a destra della Corte Suprema e' arrivata. Samuel Alito, figlio di un immigrato italiano sbarcato negli Usa quasi un secolo fa, e' stato confermato dal Senato come nuovo giudice della Corte, dando al presidente George W.Bush la possibilita' di rivendicare di aver mantenuto una promessa elettorale: portare nel massimo organo giudiziario americano giudici sintonizzati sulla lunghezza d'onda dei conservatori. Con una risicata maggioranza di 58-42, un Senato spaccato lungo la linea di demarcazione dei partiti ha dato a Bush la possibilita' di presentarsi al Congresso poche ore dopo, per il solenne discorso sullo Stato dell'Unione, parlando con di fronte il nuovo presidente della Corte, John Roberts, affiancato da Alito fresco di nomina e di giuramento. Un colpo d'occhio che racconta, anche visivamente, l'avvenuta svolta conservatrice. Dai posti in prima fila riservati in occasione del discorso ai nove giudici a vita della Corte, e' sparita dopo 24 anni la folta chioma bianca della dimissionaria Sandra Day O'Connor. Al posto di quella che era stata la prima donna giudice della Corte e il suo perenne ago della bilancia tra liberal e conservatori, siede d'ora in poi il 55enne Alito, con i capelli perennemente spettinati e un leggero inizio di calvizie. Il giudice italoamericano e l'impeccabile Roberts sono stati piazzati sui banchi della Corte da Bush in meno di quattro mesi, dopo che per 12 anni non era avvenuta nessuna nomina. Le solide credenziali conservatrici di Alito hanno fatto gioire la base piu' a destra nell'elettorato di Bush, che aveva scatenato una rivolta nei mesi scorsi per bloccare la precedente proposta della Casa Bianca, quella della moderata e inesperta Harriet Miers. Lo scenario attuale e' quello che i giuristi conservatori e i loro potenti think tank, come la Federalist Society, aspettavano dal 1987, quando il candidato conservatore Robert Bork fu silurato dal Senato e sostituito da un giudice dal pedigree piu' incerto, Anthony Kennedy. Con l'uscita di scena della O'Connor e la sostituzione dell'anziano presidente scomparso William Rehnquist con il giovane e dinamico Roberts, la Corte va incontro a anni di possibili ribaltoni giudiziari, rispetto alle scelte fatte a partire dagli anni Settanta. L'aborto e' il tema come sempre al centro dell'attenzione in questo senso, ma in realta' saranno altri i casi su cui il nuovo assetto della Corte sara' sottoposto entro breve tempo ai primi test. Uno dei piu' significativi verra' discusso il primo marzo, quando arrivera' all'esame della Corte il complesso e controverso piano per ridisegnare i distretti elettorali del Texas, promosso nel 2003 dall'ex leader repubblicano alla Camera, Tom DeLay, ora finito nei guai per un'inchiesta giudiziaria. La materia e' tecnica, ma l'esito potrebbe essere quello di dare o meno ai repubblicani, a novembre, il controllo della Camera. Un altro caso delicato in arrivo e' quello di Salim Hamdan, un ex collaboratore di Osama bin Laden detenuto a Guantanamo i cui avvocati hanno sfidato la costituzionalita' dei poteri di Bush in tema di lotta al terrorismo. Sara' un test per verificare l'orientamento della nuova Corte per quel che riguarda i poteri presidenziali, finiti sotto i riflettori anche per la vicenda delle intercettazioni segrete della Nsa. Il nuovo personaggio-chiave nella Corte e' adesso Kennedy. L'ala progressista conta infatti su un quartetto compatto di giudici, composto da John Paul Stevens, David Souter, Ruth Bader Ginsburg e Stephen Breyer. Quella conservatrice sara' ora altrettanto compatta, con Roberts e Alito che con ogni probabilita' voteranno spesso insieme a Clarence Thomas e Antonin Scalia. Il cerino in mano nelle decisioni piu' delicate, per rompere lo stallo dei voti 4-4, tocchera' quindi a Kennedy, che dal 1988 a oggi ha creato non poche irritazioni al mondo conservatore su temi come l'aborto, i diritti dei gay e la tutela della privacy. Il suo pero' fu anche il voto decisivo che diede a Bush la vittoria contro Al Gore nella storica sentenza che mise fine alla corsa alla Casa Bianca nel 2000. Un'insolita maggioranza di tipo religioso, dalle conseguenze per ora incerte, si e' inoltre venuta a creare nella Corte: in un paese dove i cattolici sono 65 milioni su 290 milioni di abitanti, il massimo organo giudiziario che dovrebbe essere uno specchio dell'America ha ora cinque cattolici su nove membri. Alito ha seguito alla Casa Bianca il voto finale in Senato e ha ricevuto i complimenti di Bush, prima di un rapido giuramento nella mani di Roberts. La storia dell'italoamericano Alito, ha commentato Bush, ''e' la realizzazione del sogno americano per quest'uomo e la sua famiglia''. I democratici hanno tentato fino all'ultimo di bloccare la nomina, lanciando una manovra ostruzionista promossa da John Kerry e Ted Kennedy destinata in partenza alla sconfitta. La spaccatura e' testimoniata dall'esito del voto. Se a settembre il Senato aveva dato 78 voti a favore al conservatore Roberts, stavolta la maggioranza e' stata la piu' risicata dal 1991, quando Thomas fu confermato per 52-48. In quell'occasione pero' erano stati 11 i democratici a votare per la conferma di un candidato scelto dal presidente George Bush padre, mentre stavolta dall'opposizione sono arrivati solo quattro voti. Tra i primi a congratularsi con Alito e' stato Kenneth Ciongoli, presidente della Niaf, la maggiore organizzazione degli italoamericani, che lo ha definito ''un modello per tutti i giovani americani''.

Sunday, January 22, 2006

Aborto, a 33 anni da 'Roe' lo scontro torna rovente

Leggi create ad-hoc per essere considerate illegali e costringere cosi' la Corte Suprema a valutarle. Proteste e contro-proteste in tutto il paese. Un nuovo giudice supremo visto come il fumo negli occhi dai sostenitori dell'aborto e un presidente che ha appena ribadito la propria dedizione a sostenere ''la cultura della vita''. A 33anni dalla storica sentenza che rese legale l'interruzione di gravidanza, il tema e' rovente negli Usa come non mai. Come ogni anno da quando la massima Corte emise la sentenza'Roe contro Wade', l'arcipelago antiabortista scendera' in piazza a Washington domani per denunciare quella che gli organizzatori definiscono ''una forma domestica di terrorismo che provoca ogni giorno l'assassinio di 4000 essere umani in attesa di nascere''. Il presidente George W.Bush, come e' accaduto talvolta negli anni scorsi, potrebbe farsi vivo con i manifestanti con un messaggio durante la marcia (che passa a poche decine di metri dalle sue finestre alla Casa Bianca). MaBush ha gia' compiuto un passo nel fine settimana, proclamando la giornata di domenica negli Usa come 'Giorno nazionale della inviolabilita' della vita umana'. Ricordando gli interventi degli ultimi anni della Casa Bianca per limitare i casi di aborto, Bush ha sottolineato la necessita' di ''rafforzare la nostra risolutezza nel creare una societa' dove ogni vita ha un significato e dove i membri piu' vulnerabili sono protetti e difesi, inclusi i bambini non nati, i malati, i morenti, gli invalidi''. A San Francisco e in altre citta', manifestazioni per ricordare, criticare o difendere la sentenza 'Roe' sono gia' avvenute nel corso del fine settimana. L'iter per riportare l'aborto di fronte alla Corte sta avanzando rapidamente. In quattro stati - Indiana, Ohio, Georgia e Tennessee - i parlamenti locali hanno all'esame proposte di legge che mirano a vietare ogni interruzione di gravidanza, con l'eccezione di quelle in cui e' a rischio la vita della madre. Leggi del genere, se approvate, si scontrerebbero con le disposizioni di 'Roe contro Wade'. Un esito che e' esattamente quello che cercano i promotori, che sperano di spingere la Corte a ribaltare la sentenza del 1973 e dare agli stati il potere di decidere se trasformare l'aborto in un crimine. La falange antiabortista conta sullo scenario che si sta delineando nel futuro del massimo organo giudiziario degli Usa. Il giudice conservatore Samuel Alito, scelto da Bush come nuovo membro della Corte, nei prossimi giorni dovrebbe ricevere il via libera del Senato (il voto in commissione e' previsto mercoledi'). I democratici all'opposizione temono la sua posizione proprio sull'aborto, dopo che sono emersi documenti degli anni Ottanta che dimostrano come Alito, all'epoca un legale dell'amministrazione Reagan, ritenesse che non ci siano garanzie nella Costituzione che proteggano il diritto all'aborto. Ma l'opposizione non ha i numeri per bloccare Alito, la cui conferma sembra quasi certa. Con l'ingresso nella Corte del giudice italoamericano e l'uscita dell'abortista Sandra Day O'Connor, che ha dato le dimissioni, gli equilibri tra i nove giudici supremi cominceranno a cambiare, in un'epoca in cui la guida della Corte e' affidata al neo-presidente John Roberts, un altro conservatore scelto da Bush. Gli oppositori dell'aborto non hanno ancora la maggioranza necessaria per cambiare le leggi, ma non e' escluso che Bush nei prossimi anni possa avere la possibilita' di nominare un terzo giudice, magari al posto dell'ottantaseienne John Paul Stevens, un sostenitore del diritto all'interruzione di gravidanza. Gli stati dove l'opposizione all'aborto e' piu' forte si stanno schierando in vista di quel momento, proponendo leggi che costringano la Corte a tornare allo scoperto. Se l'aborto perdesse le protezioni che gli sono state date dalla sentenza Roe, ci sono stati dove esistono gia' leggi penali pronte a entrare in vigore, che prevedono per esempio 12 mesi di lavori forzati in Alabama o 20 anni di galera in Rhode Island. ''L'opinione pubblica deve rendersi conto che i mattoni sono gia' pronti per tornare a criminalizzare l'aborto una volta chesia ribaltata Roe'', ha detto Nancy Northup, presidente del Centro per i diritti riproduttivi a New York. Le stime di studiosi indipendenti valutano che se il potere di decidere sull'aborto tornasse agli stati, ce ne sarebbero 19 su 50 - soprattutto al sud e nel west - gia' pronti a vietarlo. Gli antiabortisti rispondono con le cifre che, a loro giudizio, descrivono uno scenario inaccettabile. Circa meta' di tutte le gravidanze negli Usa sono non pianificate - secondo studi dell' Alan Guttmacher Institue, un centro che sostiene i diritti delle donne - e di queste circa la meta' ha come esito un aborto. In totale, attualmente vengono eseguiti circa un milione di aborti l'anno negli Usa. ''L'America - affermano i promotori della manifestazione di Washington - ha sofferto il massacro di 48 milioni di umani non nati per colpa di Roe contro Wade''.

Wednesday, January 18, 2006

A colpi di bonus e spot, torna la voglia di divisa

Bonus per chi porta un amico, soldi contanti a chi decide di rientrare in servizio, opportunita' di lavoro per chi torna dall'Iraq. Il tutto accompagnato da una gigantesca offensiva pubblicitaria affidata agli strateghi che lavorano per Coca-Cola e Microsoft. Dopo una crisi nei reclutamenti legata in buona parte alla paura dell' Iraq, il Pentagono sembra essere riuscito a far tornare negli Usa la voglia di indossare la divisa militare. I dati dell'U.S. Army, il corpo piu' impegnato in Iraq e quello sotto maggiore osservazione sul piano dei reclutamenti, indicano che a dicembre gli obiettivi prefissati sono stati superati per il settimo mese consecutivo. L'Esercito americano aveva reclutato meno soldati del previsto per quattro mesi consecutivi nel 2005 e ha concluso l'anno con un 'buco' di 6.600 nuove reclute, rispetto alle 80 mila previste, ma da giugno il trend e' stato costantemente positivo. Le aspettative di fine anno del Pentagono sono di solito piu' basse dei mesi precedenti, ma i dati positivi dei militari dell' Esercito in stato attivo si accompagnano a quelli del reclutamento nella Guardia Nazionale e nella riserva dell'U.S. Army e a indicazioni nella stessa direzione da parte dell'Air Force, della Marina e del corpo dei Marines. Solo la riserva della Marina e la Guardia Nazionale dell'aviazione hanno mostrato dati negativi a dicembre. Le indicazioni dell'amministrazione Bush su una progressiva riduzione della presenza delle forze Usa in Iraq hanno senza dubbio ridotto anche i timori dei ragazzi americani che prendono in considerazione la carriera militare. Ma una spinta ai reclutamenti e' arrivata da una raffica di iniziative messe a punto nei mesi scorsi dal Pentagono, per cercare di far fronte a un'emorragia che ha fatto del 2005 uno degli anni peggiori da quando, dopo la guerra del Vietnam, e' stato introdotto il servizio militare completamente volontario. - OFFENSIVA DEGLI SPOT: Gli uomini del ministro Donald Rumsfeld qualche mese fa hanno licenziato l'agenzia Leo Burnett, che aveva curato l'immagine delle forze armate negli ultimi anni e creato lo slogan 'An Army of One' (un Esercito fatto di una persona sola, una pubblicita' che rischia di suonare di malaugurio in tempi di vacche magre per i reclutatori). L'incarico e' ora nelle mani del colosso McCann Erickson, che cura l'immagine tra le altre di Coca-Cola, Mastercard, Microsoft e Johnson&Johnson. Il Pentagono ha a disposizione 1,35 miliardi di dollari da spendere nei prossimi cinque anni per raggiungere i giovani americani nelle scuole e sui luoghi di lavoro e convincerli ad entrare nell'Esercito. - BONUS PER TUTTI: Da un paio di mesi e' partito un programma di reclutamento, chiamato 'Unity of Effort', che prevede di contattare 78 mila ex membri delle forze armate per proporre loro di tornare in divisa. In cambio possono ricevere la possibilita' di mantenere il grado che avevano e incassare fino a 19 mila dollari di bonus oltre allo stipendio. Altri soldi sono previsti dal nuovo bilancio della Difesa, appena firmato dal presidente George W.Bush. Tra l'altro, e' disponibile un regalo di 1.000 dollari in contanti per ogni militare che fa arruolare un amico, se quest'ultimo completa l'addestramento con successo. Bonus di 2.500 dollari vanno nelle tasche di militari che alla fine del loro periodo volontario accettano di passare da un corpo all'altro e di restare in servizio per almeno tre anni. Per il personale di alto profilo o con doti speciali, la somma dei bonus per convincerli a non lasciare la divisa puo' raggiungere i 100 mila dollari. - CORPORATE AMERICA COLLABORA: A dare una mano al Pentagono sono anche le grandi aziende americane. Specialmente per chi valuta di entrare nella Guardia nazionale o nella Riserva - quelli che un tempo erano considerati i 'guerrieri della domenica', ma che ora finiscono sempre piu' spesso in Iraq - un freno e' il rischio di perdere un'opportunita' di lavoro o possibili stipendi. Ecco cosi' che alcuni colossi della Corporate America come Home Depot - una catena di prodotti per la manutenzione della casa e il bricolage - hanno avviato campagne che puntano a dare la precedenza a riservisti per le assunzioni. Robert Nardelli, il presidente e amministratore delegato di Home Depot, ha indicato i militari part-time come il miglior modello anche per gli altri dipendenti, perche' ''non si drogano, sono onesti e sono dei leader che guidano gli altri''. Parole che suonano come musica al Pentagono, dove il sottosegretario alla Difesa Thomas Hall ha lodato Nardelli e la sua strategia come ''un modello patriottico e un'idea vincente sul piano economico''.

Monday, January 09, 2006

Bill Gates va alla guerra per il DVD del futuro

Combattuta per anni nei laboratori di ricerca dei colossi dell'informatica, la guerra del Dvd esplode pubblicamente a Las Vegas, non appena si apre il sipario sul piu' importante salone dell'elettronica negli Usa. I due schieramenti che si battono per decidere quale formato digitale dovra' invadere le case degli utenti planetari, sono andati allo scontro nella capitale del gioco d'azzardo, con l'armata Microsoft all'assalto guidata dal comandante in capo, Bill Gates. Lo scenario assomiglia sempre di piu' al confronto dei primi anni Ottanta tra i formati Vhs e Betamax per lo standard nelle videocassette e gli esperti temono che i consumatori restino intrappolati e confusi. Senza contare che anche nel campo dei video digitali, come in molti altri, potrebbe farsi sentire il peso del gigante del momento: Google. Il fondatore della casa di Redmond, a cui anche quest'anno e' toccato il compito di aprire il Consumer Electronic Show (Ces) nella citta' del Nevada, ha presentato i primi gadgets tecnologici che si basano sul sistema Hd-Dvd, il formato che la Microsoft spinge per prendere il posto dei tradizionali Dvd. Tra l'altro, Gates ha lanciato un Dvd player realizzato con Toshiba che andra' in vendita a 500 dollari e ha preannunciato l'uscita di un lettore Hd-Dvd da collegare alla nuovissima Xbox 360, la console per videogiochi e per film ad alta definizione che negli Usa e' stata il regalo cult del Natale 2005. L'Hd-Dvd e' un formato a cui lavorano da tempo Microsoft, Intel e Toshiba, insieme ad altri produttori, e prevede di imporre un nuovo standard con dischi del formato degli attuali Dvd, ma capaci di contenere 30 gigabytes di informazioni (rispetto ai massimo 16 attuali), per far fronte all'ondata di contenuti video ad alta definizione in arrivo nei prossimi anni. Ma lo schieramento che si oppone alla Microsoft, e del quale fanno parte grandi societa' d'elettronica e i maggiori studios di Hollywood, sta cercando di far passare la propria alternativa, Blu-ray, uno standard che prevede dischi da 50 gigabytes. La Pioneer e' stata tra le prime a tradurre il progetto in una serie di primi prodotti per gli utenti, presentando a Las Vegas lettori e registratori Blu-ray con prezzi tra i 1000 e i 1800 dollari. Gates sostiene che l'Hd-Dvd sia piu' economico e versatile, gli avversari ritengono che Blu-ray abbia maggiori potenzialita'. ''La scelta alla fine la faranno i consumatori, con i loro portafogli'', ha detto Andy Parsons, vicepresidente di Pioneer. Ma nel frattempo i due standard arriveranno insieme sul mercato e le previsioni che emergono a Las Vegas e' che ci vorra' tempo, almeno fino al 2008, prima di decretare il vincitore. Ma la battaglia per il Dvd di domani si combatte in un mondo digitale in cui a far la parte del leone e' sempre piu' Google. Gates ha tenuto per la decima volta il discorso d'apertura del Ces di Las Vegas, ma quest'anno per la prima volta il gigante di Internet avra' a sua volta a disposizione un intervento di alto profilo, sul quale le attese si sprecano. Google ha raggiunto un accordo con la rete tv Cbs, con la lega del basket Nba e con altri soggetti per lanciare la vendita di contenuti video in formato digitale via Internet. A Las Vegas potrebbe arrivare anche l'annuncio su un nuovo Pc economico (200 dollari) basato sul motore di ricerca piu' celebre al mondo e forse anche un qualche tipo di software 'googliano' che sfiderebbe direttamente la Microsoft. Tra le altre novita' presentate al salone americano, figura l'anteprima di Microsoft Vista, il nuovo sistema operativo della societa' di Gates, che tra l'altro offrira' la possibilita' di scaricare video digitali dalla tv via cavo al computer (rendendo cosi' necessari i nuovi Dvd promossi dal gruppo di Redmond). In ebollizione e' anche il mondo delle radio satellitari, un settore in rapida crescita negli Usa, dove emergono i primi lettori di musica in formato Mp3 collegabili alle radio via satellite come XM. Una pioggia di nuovi sistemi per la gestione della musica sono pronti a sposarsi con il satellite, per sfidare il successo degli iPods della Apple.