SPIRIT OF AMERICA

America is a land of wonders, in which everything is in constant motion and every change seems an improvement ----------------------- ALEXIS DE TOCQUEVILLE

Tuesday, April 25, 2006

Ciao, Richie...

Nelle prime ore di domenica scorsa, nel carcere di Florence in Arizona, e' morto il mio amico Richard Rossi. Richie aveva 59 anni, gli ultimi 22 dei quali trascorsi nel braccio della morte, in attesa di venir ucciso da un'iniezione letale. A modo suo, Richie ha fregato i suoi carcerieri: una malattia gli ha permesso di evitare di venir fatto fuori su un lettino, con gli aghi infilati nelle vene e il pubblico che osserva. Lo stato dell'Arizona, pero', e' riuscito comunque a mantenere la propria promessa che Rossi non sarebbe uscito dal carcere, se non chiuso in una cassa di zinco. Richie era nato a Brooklyn da genitori italiani e aveva una grande curiosità per l'Italia, che sognava prima o poi di vedere. Era un ottimo scrittore e poeta e solo un paio di mesi fa era riuscito a veder pubblicare un suo libro, La mia vita nel braccio della morte (Tea Libri), nel quale racconta l'esperienza della pena capitale nei minimi dettagli, svelando una realtà di fronte alla quale è impossibile restare indifferenti. (La mia introduzione al libro e' disponibile qui). Un volume che ora diventa il suo testamento. L'unico invito che posso fare e' quello di leggerlo. Ne vale la pena. www.marcobardazzi.com

13 Comments:

  • At 4/29/2006 05:19:00 AM, Anonymous antonio falanga said…

    se quel richard rossi è stato condannato a morte, ci deve essere un'ottima ragione. Come l'assassinio, lo stupro, la tortura di persone innocenti e il dolore terribile causato ai loro familiari.

    A differenza di lei, caro Bardazzi, io preferisco riservare la pietà alle vittime, non ai carnefici.

    Sono contento che quel mostro che lei chiama amico, sia stato giustiziato. Dovevano farlo prima, anche se forse un'attesa di 22 anni ha giustamente amplificato la giusta punizione per i suoi misfatti.

    Interessante il fatto che lei abbia ritenuto opportuno non dire quello che il suo amico ha fatto. Ricordare le mostruosità commesse dal suo amico avrebbe forse ridotto la simpatia e il consenso che lei vuole riscuotere, e naturalmente lei non vuole questo, non è così?

     
  • At 5/05/2006 05:38:00 PM, Anonymous Sandro said…

    che sciocchezze caro antonio...

    qualunque cosa abbia fatto... ammazzandolo non si rimedia alcunchè.....

    c'è solo un morto in più...

    e se magari era innocente poi?

     
  • At 5/11/2006 08:42:00 AM, Anonymous antonio falanga said…

    caro sandro, è facile fare i magnanimi quando non sei tu quello cui hanno ammazzato un padre o un fratello

    chi lo dice che non si riedia alcunché giustiziando quell'assassino? La giustizia è anche la vendetta della società nei confronti di chi ha compiuto crimini orrendi

    quanto al fatto che fosse innocente, si spera che la giuria abbia fatto il proprio mestiere escludendo ogni possibilità che quel disgraziato fosse innocente

     
  • At 5/11/2006 06:50:00 PM, Anonymous diamantina said…

    Sig.Bardazzi mi dispiace...e pensare che il libro è stato qualche settimana in libreria prima di iniziare a leggerlo...LUNEDI!!Mi sono venuti i brividi alla lettura di questa pagina internet..vorrei solo dire a chi scrive senza sapere di leggere il libro prima di dire certe cose....la pena di morte è un'ingiustizia..cosi' come chi effettua delitti e reati deve pagare...si....ma riabilitandoli non diventando A loro volta criminali e con anni e anni di torture inumane e inimmaginabili.La giustizia è anche la vendetta della società nei confronti di chi ha compiuto crimini orrendi( x risp al sig falanga)....LEGGENDO IL LIBRO PUO' CAPIRE MEGLIO CHE CIO' CHE HA SCRITTO IN MERITO NON E' DEL TUTTO VERO....GIUSTIZIA SICURAMENTE E SENZA DUBBIO...MA LA VENDETTA NON AIUTA AFFATTO ALLA CONCLUSIONE DEL PROPRIO DOLORE COME SI CREDE....IN PARTICOLAR MODO CON LA LICENZA DI UCCIDERE...ASSISTERE ALLA MORTE DEL CARNEFICE NON FA ALTRO CHE AGGIUNGERE ALTRO DOLORE ALLA VITTIMA...CARI SALUTI A VOI

     
  • At 5/12/2006 01:38:00 PM, Anonymous antonio falanga said…

    cara diamantina


    lei pensa davvero che i massacratori del piccolo tommaso onofri possano essere riabilitati?

    Quegli individui hanno massacrato un bambino di 3 anni a badilate. Piangeva dalla paura dopo essere stato strappato ai genitori ... piangeva e loro l'hanno massacrato a colpi di badile per farlo stare zitto.

    Cara signora, non si muore subito quando ti picchiano sulla testa con un badile e si sente dolore.

    Quei signori che lei vuole "riabilitare" hanno spaccato il cranio di un bambino di 3 anni ... come è nobile lei, come è generosa ... tanto il bambino massacrato non è mica figlio suo.

    Chi l'ha detto che assistere all'uccisione del carnefice aggiunge altro dolore? A me farebbe solo piacere e darebbe un senso di giustizia.

    A lei che è tanto nobile e generosa invece fa piacere sapere che il carnefice se ne sta comodo in carcere a guardare la televisione mantenuto dallo stato, non è vero?

     
  • At 5/13/2006 09:08:00 AM, Anonymous against death penalty said…

    caro antonio
    ma lei è veramente convinto che ammazzare un assassino sia davvero la soluzione?

    che esempio da un stato che uccide?
    l'esempio di un assassino, anzi peggio, è come se lo stato rendesse lecito ammazzare...

    e poi almeno servisse a qualcosa! e stato dimostrato che nei paesi dove vige la pena di morte i crimini non diminuiscono, quindi la pena di morte non è affatto un espediente.

    e poi crede davvero che ai parenti di una vittima faccia star meglio il vedere l'assassino giustiziato dallo stato in cui vivono?
    il dolore non si sana così.
    e ad esempio, la madre di rossi(come altri parenti di assassini), pensa che avrebbe approvato che lo stato gli ammazzasse il figlio?
    lei cosa avrebbe pensato al suo posto? avrebbe continuato a vivere in un paese dov'è lecito che si ammazzino i figli?
    per quanto colpevole resta sempre un essere umano, ha diritto alla vita come tutti. certo merita una punizione ma ritengo che la vita in carcere lo sia anche troppo.
    uno stato deve tendere alla rieducazione del detenuto non alla distruzione! crede che le carceri servano solo come luogo di tortura?
    e in questo caso qual'è la loro utilità per la comunità?
    un uomo in carcere che venga solo tenuto lì in attesa di morire di certo non giova a nessuno, è solo una spesa inutile di denaro, denaro che versano i cittadini, ma un detenuto può essere riabilitato, può compiere un lavoro a frutto e guadagno di tutta la comunità.
    legga il libro di rossi, le spiegherà molte cose che forse non ha ancora capito, poi potrà continuare a sostenere la sua opinione, se troverà ancora le argomentazioni per farlo, ammesso che lei ne abbia adesso.

     
  • At 5/13/2006 11:28:00 AM, Anonymous antonio falanga said…

    cara diamantina

    è lei che ha le idee confuse e le testolina piena di buoni propositi che però non portano a nulla e di sicuro non alla soluzione dei problemi.

    Uno stato che giustizia un assassino è uno stato che difende i propri cittadini e che quindi fa il proprio dovere.

    Lei dice: "e poi almeno servisse a qualcosa! e stato dimostrato che nei paesi dove vige la pena di morte i crimini non diminuiscono, quindi la pena di morte non è affatto un espediente."

    Chi ha dimostrato una simile assurdità? Mi faccia vedere questa "dimostrazione" e io l'analizzerò punto per punto e al 99% gliela smonterò.

    I parenti delle vittime vivranno il loro dolore nelle maniere più disparate, ma io sono convinto che nella maggior parte dei casi essi trarrebbero giovamento dall'esecuzione del carnefice dei loro cari. Si tratta di dare alla propria esperienza di immenso dolore una conclusione che solo l'avere giustizia può dare.

    Quanto ai genitori degli assassini, mi dispiace per loro che magari non hanno alcuna responsabilità nell'avere allevato uno scellerato, ma ciò non toglie che un assassino debba essere punito con la massima severità.

    Un assassino non può aspettarsi che la società gli riconosca quel diritto alla vita che egli ha negato alle proprie vittime.

    Ma lei è dell'avviso che stupratori e assassini se ne debbano stare in carcere qualche annetto mantenuti dallo stato e poi lasciati andare poichè sono stati "riabilitati". Di fatto l'ergastolo non esiste più, cara diamantina, quindi i peggiori delinquenti se ne vanno liberi dopo pochi anni.

    Spero che lei non debba cambiare niente delle sue ingenue opinioni per una esperienza diretta delle atroci conseguenze dell'avere una persona cara ammazzata.

     
  • At 5/17/2006 06:00:00 AM, Anonymous against death penalty said…

    bene se non mi crede visiti il sito
    www.volint.it/scuolevis/penadimorte/datidifatto.htm

    e in particolare legga sotto il paragrafo:la pena di morte è un deterrente?
    e mi dimostri se allora è GIUSTO E UTILE APPLICARLA.

    a proposito, io non sono diamantina

     
  • At 5/18/2006 05:40:00 AM, Anonymous antonio falanga said…

    cara against death penalty/diamantina


    il link che lei mi ha fornito (http://www.volint.it/scuolevis/penadimorte/datidifatto.htm) ha dato un Errore 404, il che significa che la pagina richiesta non è stata trovata.

    Quindi lei è approssimativa e sempliciotta non solo nell'esprimere le sue opininioni sulla pena di morte, ma anche nel copiare e incollare i link. Oppure la pagina cui lei si riferisce era talmente piena di fesserie che hanno deciso di tirarla via.

    Attendo che lei mi faccia avere il link corretto, se ce la fa.

     
  • At 5/19/2006 08:35:00 AM, Anonymous against death penalty said…

    http://www.volint.it/scuolevis/pena%20di%20morte/pena%20di%20morte.htm

    e la smetta di chiamarmi diamantina

     
  • At 5/22/2006 07:31:00 AM, Anonymous antonio falanga said…

    Il sito che lei mi ha suggerito dice molte cose, per la maggior parte sbagliate o prive di una qualsiasi prova a sostegno. Io le propongo un sito che invece di prove ne propone molte e ben argomentate:

    http://www.prodeathpenalty.com/

    Se la sua conoscenza dell’inglese è approssimativa e fragile quanto le sue argomentazioni, sarò felice di tradurre personalmente qualsiasi parte del sito.



    Le propongo alcune mie riflessioni.

    “Cornelius Singleton, nero e ritardato mentale, è stato giustiziato in Alabama nel novembre 1992.”

    Singleton è stato riconosciuto colpevole del brutale pestaggio di una suora e della sua uccisione mediante strangolamento. Dopo averla seviziata e massacrata in un cimitero dove le religiosa si era recata a pregare, il criminale le ha rubato l’orologio e altre cose, e infine si è sbarazzato del cadavere nascondendolo sotto un cumulo di detriti.
    Niente male per un uomo che secondo voi era ritardato. Io sono di intelligenza media, eppure dubito fortemente di essere capace di gestire quella situazione con la stessa spietata razionalità.



    “La stragrande maggioranza dei minori condannati a morte proviene da ambienti estremamente degradati. Molti hanno subito gravi abusi sessuali o fisici da bambini, possiedono un livello d’intelligenza al di sotto del normale, soffrono di malattie mentali o hanno subito danni al cervello. La razza sembra influire in maniera decisiva nella condanna a morte di molti di loro. Ad esempio, nel braccio della morte delle prigioni del Texas, otto minori su nove sono neri o ispanici. Molti minorenni imputati di reati capitali sono stati difesi in maniera del tutto inadeguata da avvocati che non hanno svolto indagini sulla loro situazione di vita.”

    Queste sono tutte affermazioni prive di fondamento fintanto che non si diano le prove. Inoltre i dati forniti risalgono al 1998-99, sono pertanto vecchi.
    Il fatto che in termini medi neri e ispanici siano condannati a morte più spesso dei bianchi, non significa necessariamente che l’America sia popolata di razzisti che si divertono a condannare ingiustamente degli innocenti.



    “Da parte di molti, vi è il sospetto che la pena di morte svolga una funzione di pulizia sociale, poiché sono numerosi gli alcolizzati, i malati di mente, gli emarginati che vengono uccisi, mentre a coloro che risultano colpevoli degli stessi crimini ma che vivono in condizioni migliori viene riservata una sorte diversa. Si ha l’impressione di essere davanti a quello che è stato definito un "potere giardiniere", un potere che si incarica di estirpare le erbacce.”

    Opinione personale totalmente soggettiva e priva di qualsiasi prova.
    Inoltre si fa di tutta l’erba un fascio mischiando realtà totalmente diverse come gli Stati Uniti che sono la più grande e matura democrazia del mondo, e la Cina o l’Arabia Saudita, che sono dittature sanguinarie. Io concordo sul fatto che nella maggior parte dei paesi la pena di morte sia utilizzata in maniera sbagliata, ma non negli Stati Uniti.



    “Un argomento frequentemente usato è quello secondo il quale la pena di morte costituirebbe un deterrente efficace nei confronti di omicidi e di altri gravi reati comuni. Ma è veramente così? Nessuno degli ormai numerosi studi condotti in materia ha potuto dimostrare la maggiore efficacia della pena di morte rispetto ad altre pene, in ordine a particolari figure di reato, omicidio compreso.”

    Dove sono questi studi? Fatemeli vedere. Voi li menzionate in modo così generico, perché non siete più precisi? Forse perché sapete bene che quei supposti “studi” sono debolucci quanto le vostre argomentazioni.



    “E’ del tutto errato ritenere che la maggioranza di coloro che commettono crimini gravi quali l’omicidio calcolino razionalmente le conseguenze delle loro azioni.”

    Molti omicidi sono compiuti nell’ambito di azioni criminose più ampie, quali furti e rapine, che per essere effettuate richiedono necessariamente un certo grado di razionalità da parte del criminale. Stabilire il principio che chi compie atti di estrema violenza quali l’omicidio verrà condannato a morte, è un sicuro deterrente, perché rende il compimento dell’atto criminoso molto più pericoloso per il malvivente, e il bottino insicuro e rischioso da ottenere.

    Voi parlate di riabilitazione dei criminali, ve lo dico io che riabilitazione riescono ad attuare le anime belle come la sua. Notizia di dieci giorni fa: un uomo ha ucciso a coltellate la moglie e poi si è ucciso. Un fatto di cronaca come tanti? Non proprio. Vent’anni fa quell’uomo aveva ucciso a coltellate la prima moglie, s’era fatto 17 anni di carcere (solo 17 anni per un brutale omicidio), dopodiche aveva trovato un’altra moglie e dopo anni di violenze ha ucciso anche quella.
    Quel secondo omicidio si poteva evitare, se altri imbecilli non avessero creduto di riabilitare chi non può essere riabilitato.

    Non è un caso isolato. Quanti detenuti in semi libertà continuano a rapinare, uccidere o spacciare droga?



    “Gli omicidi sono spesso commessi in momenti di passione, quando forti emozioni prevalgono sulla ragione. Sono a volte commessi sotto l’effetto di droghe o dell’alcool, o in momenti di panico, quando il colpevole è scoperto nell’atto di rubare. Alcuni soggetti colpevoli di omicidio hanno problemi di grave instabilità psichica o sono malati mentali.”

    Voi fornite molte giustificazioni a chi compie crimini violenti. Voi difendete a spada tratta dei brutali assassini, ma chi difende le loro vittime? Chi parla per loro? Chi ne ricorda la fine orrenda, lo stupro, le torture, il brutale pestaggio, il terrore infinito, il dolore fisco della violenza e la terribile consapevolezza di venire uccisi?
    A voi non interessa delle vittime, tanto loro sono morti ormai, non è così?

    Lei ha completamente ignorato tutti i miei riferimenti alle indicibili sofferenze patite dalle vittime, come ad esempio il piccolo Tommaso Onofri. Lei non ritiene ci debba essere retribuzione per quelle efferatezze. Lei ritiene che quegli spietati criminali debbano farla franca.
    Se gli assassini non vengono giustiziati, nella maggior parte dei casi essi verranno liberati (l’ergastolo di fatto non esiste più) e molti torneranno a uccidere.
    Lei, cara diamantina, e le persone come lei siete responsabili di tutte quelle morti, che potrebbero essere evitate attraverso una razionale e giusta applicazione della pena di morte.
    Nel nome di un idealismo stupido e ingenuo, voi consentite a degli assassini di cavarsela con poco e mettete a rischio molte altre persone e consentite che alcune di esse siano uccise.

    Dovete solo vergognarvi.

    E’ notizia di oggi che Erika De Nardo ha già cominciato a fruire di alcuni dei molti benefici che vengono dati agli assassini nel nostro illuminato paese in cui non esiste la pena di morte.
    Erika ha massacrato a coltellate la propria mamma e il fratellino nel 2001. Li ha letteralmente fatti a pezzi, ma ha ricevuto una condanna a soli 16 anni di carcere. Immagino che per gente come lei sia giusto dare una condanna così irrisoria per un crimine così orrendo.

    Dovete solo vergognarvi

     
  • At 9/27/2006 08:40:00 AM, Anonymous Anonymous said…

    Io vorrei solo riportare una frase del libro....
    ... Se la società chiude la porta e getta la chiave significa che ritiene la vita degna di scarso o nessun valore. Se siamo una società cristiana, come ci piace credere, cos'è accaduto al principio di fede che dice che Dio è in ogni essere umano, che il bene può essere trovato in ognuno, che ogni individuo è una persona degna di valore e di essere trattata con rispetto e umanità indipendentemente dai crimini commessi o dal suo comportamento verso il prossimo? Non è un crimine ben più grave rinunciare alla nostra umanità e limitarci a eliminare i prigionieri? .....
    R.M.Rossi

    Non si tratta di non far giustizia.. e non c'entrano nulla i casi in cui persone malvagie scontano una condanna lieve rispetto ai loro crimini.. Si tratta di dare un senso e un valore alla vita di ognuno. In questo libro si può capire che una xsona può cambiare...pentirsi.. e tornare ad essere una persona migliore di tante che s'incontrano ogni giorno per strada... Con valori e principi migliori proprio perchè hanno fatto una lunga analisi su se stessi e sulla proprio vita.

    Non mi pare che nei Paesi in cui ci sia la pena di morte i casi di criminalità siano minori.. anzì....

    Leggete questo libro se potete.

     
  • At 9/27/2006 08:46:00 AM, Anonymous Anonymous said…

    Che tristezza di persone che siete! Uccidere chi uccide! Bravissimi! E vi ritenete cristiani immagino!......
    Spero siate persone giovani.. senza figli... Che valori potete trasmettere? Vendetta? Omicidi? 22 anni passati in carcare ad aspettare il momento in cui decidono di ucciderti? 22 anni di torture fisiche e psicologiche.. E poi ci meravigliamo quando si scoprono casi di tortura su prigionieri.. Li si facciamo i perbenisti..... Vergogna a voi!!!!!! e ribadisco... SPERO CHE A PARLARE SIA GENTE SENZA FIGLI.. CHE NON DEVE EDUCARE NESSUNO!!!
    E POI CI CHIEDIAMO COME MAI AL MONDO CI SIA TANTA VIOLENZA.. CRUDELTA'..... VEDI UN PO'....

     

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