
Nelle prime ore di domenica scorsa, nel carcere di Florence in Arizona, e' morto il mio amico
Richard Rossi.
Richie aveva 59 anni, gli ultimi 22 dei quali trascorsi nel braccio della morte, in attesa di venir ucciso da un'iniezione letale. A modo suo, Richie ha fregato i suoi carcerieri: una malattia gli ha permesso di evitare di venir fatto fuori su un lettino, con gli aghi infilati nelle vene e il pubblico che osserva. Lo stato dell'Arizona, pero', e' riuscito comunque a mantenere la propria promessa che Rossi non sarebbe uscito dal carcere, se non chiuso in una cassa di zinco.
Richie era nato a Brooklyn da genitori italiani e aveva una grande curiosità per l'Italia, che sognava prima o poi di vedere. Era un ottimo scrittore e poeta e solo un paio di mesi fa era riuscito a veder pubblicare un suo libro,
La mia vita nel braccio della morte (Tea Libri), nel quale racconta l'esperienza della pena capitale nei minimi dettagli, svelando una realtà di fronte alla quale è impossibile restare indifferenti.
(La mia introduzione al libro e' disponibile
qui).
Un volume che ora diventa il suo testamento.
L'unico invito che posso fare e' quello di leggerlo. Ne vale la pena.
www.marcobardazzi.com
28 Comments:
At 4/29/2006 05:19:00 AM,
antonio falanga said…
se quel richard rossi è stato condannato a morte, ci deve essere un'ottima ragione. Come l'assassinio, lo stupro, la tortura di persone innocenti e il dolore terribile causato ai loro familiari.
A differenza di lei, caro Bardazzi, io preferisco riservare la pietà alle vittime, non ai carnefici.
Sono contento che quel mostro che lei chiama amico, sia stato giustiziato. Dovevano farlo prima, anche se forse un'attesa di 22 anni ha giustamente amplificato la giusta punizione per i suoi misfatti.
Interessante il fatto che lei abbia ritenuto opportuno non dire quello che il suo amico ha fatto. Ricordare le mostruosità commesse dal suo amico avrebbe forse ridotto la simpatia e il consenso che lei vuole riscuotere, e naturalmente lei non vuole questo, non è così?
At 5/05/2006 05:38:00 PM,
Sandro said…
che sciocchezze caro antonio...
qualunque cosa abbia fatto... ammazzandolo non si rimedia alcunchè.....
c'è solo un morto in più...
e se magari era innocente poi?
At 5/11/2006 08:42:00 AM,
antonio falanga said…
caro sandro, è facile fare i magnanimi quando non sei tu quello cui hanno ammazzato un padre o un fratello
chi lo dice che non si riedia alcunché giustiziando quell'assassino? La giustizia è anche la vendetta della società nei confronti di chi ha compiuto crimini orrendi
quanto al fatto che fosse innocente, si spera che la giuria abbia fatto il proprio mestiere escludendo ogni possibilità che quel disgraziato fosse innocente
At 5/11/2006 06:50:00 PM,
diamantina said…
Sig.Bardazzi mi dispiace...e pensare che il libro è stato qualche settimana in libreria prima di iniziare a leggerlo...LUNEDI!!Mi sono venuti i brividi alla lettura di questa pagina internet..vorrei solo dire a chi scrive senza sapere di leggere il libro prima di dire certe cose....la pena di morte è un'ingiustizia..cosi' come chi effettua delitti e reati deve pagare...si....ma riabilitandoli non diventando A loro volta criminali e con anni e anni di torture inumane e inimmaginabili.La giustizia è anche la vendetta della società nei confronti di chi ha compiuto crimini orrendi( x risp al sig falanga)....LEGGENDO IL LIBRO PUO' CAPIRE MEGLIO CHE CIO' CHE HA SCRITTO IN MERITO NON E' DEL TUTTO VERO....GIUSTIZIA SICURAMENTE E SENZA DUBBIO...MA LA VENDETTA NON AIUTA AFFATTO ALLA CONCLUSIONE DEL PROPRIO DOLORE COME SI CREDE....IN PARTICOLAR MODO CON LA LICENZA DI UCCIDERE...ASSISTERE ALLA MORTE DEL CARNEFICE NON FA ALTRO CHE AGGIUNGERE ALTRO DOLORE ALLA VITTIMA...CARI SALUTI A VOI
At 5/12/2006 01:38:00 PM,
antonio falanga said…
cara diamantina
lei pensa davvero che i massacratori del piccolo tommaso onofri possano essere riabilitati?
Quegli individui hanno massacrato un bambino di 3 anni a badilate. Piangeva dalla paura dopo essere stato strappato ai genitori ... piangeva e loro l'hanno massacrato a colpi di badile per farlo stare zitto.
Cara signora, non si muore subito quando ti picchiano sulla testa con un badile e si sente dolore.
Quei signori che lei vuole "riabilitare" hanno spaccato il cranio di un bambino di 3 anni ... come è nobile lei, come è generosa ... tanto il bambino massacrato non è mica figlio suo.
Chi l'ha detto che assistere all'uccisione del carnefice aggiunge altro dolore? A me farebbe solo piacere e darebbe un senso di giustizia.
A lei che è tanto nobile e generosa invece fa piacere sapere che il carnefice se ne sta comodo in carcere a guardare la televisione mantenuto dallo stato, non è vero?
At 5/13/2006 09:08:00 AM,
against death penalty said…
caro antonio
ma lei è veramente convinto che ammazzare un assassino sia davvero la soluzione?
che esempio da un stato che uccide?
l'esempio di un assassino, anzi peggio, è come se lo stato rendesse lecito ammazzare...
e poi almeno servisse a qualcosa! e stato dimostrato che nei paesi dove vige la pena di morte i crimini non diminuiscono, quindi la pena di morte non è affatto un espediente.
e poi crede davvero che ai parenti di una vittima faccia star meglio il vedere l'assassino giustiziato dallo stato in cui vivono?
il dolore non si sana così.
e ad esempio, la madre di rossi(come altri parenti di assassini), pensa che avrebbe approvato che lo stato gli ammazzasse il figlio?
lei cosa avrebbe pensato al suo posto? avrebbe continuato a vivere in un paese dov'è lecito che si ammazzino i figli?
per quanto colpevole resta sempre un essere umano, ha diritto alla vita come tutti. certo merita una punizione ma ritengo che la vita in carcere lo sia anche troppo.
uno stato deve tendere alla rieducazione del detenuto non alla distruzione! crede che le carceri servano solo come luogo di tortura?
e in questo caso qual'è la loro utilità per la comunità?
un uomo in carcere che venga solo tenuto lì in attesa di morire di certo non giova a nessuno, è solo una spesa inutile di denaro, denaro che versano i cittadini, ma un detenuto può essere riabilitato, può compiere un lavoro a frutto e guadagno di tutta la comunità.
legga il libro di rossi, le spiegherà molte cose che forse non ha ancora capito, poi potrà continuare a sostenere la sua opinione, se troverà ancora le argomentazioni per farlo, ammesso che lei ne abbia adesso.
At 5/13/2006 11:28:00 AM,
antonio falanga said…
cara diamantina
è lei che ha le idee confuse e le testolina piena di buoni propositi che però non portano a nulla e di sicuro non alla soluzione dei problemi.
Uno stato che giustizia un assassino è uno stato che difende i propri cittadini e che quindi fa il proprio dovere.
Lei dice: "e poi almeno servisse a qualcosa! e stato dimostrato che nei paesi dove vige la pena di morte i crimini non diminuiscono, quindi la pena di morte non è affatto un espediente."
Chi ha dimostrato una simile assurdità? Mi faccia vedere questa "dimostrazione" e io l'analizzerò punto per punto e al 99% gliela smonterò.
I parenti delle vittime vivranno il loro dolore nelle maniere più disparate, ma io sono convinto che nella maggior parte dei casi essi trarrebbero giovamento dall'esecuzione del carnefice dei loro cari. Si tratta di dare alla propria esperienza di immenso dolore una conclusione che solo l'avere giustizia può dare.
Quanto ai genitori degli assassini, mi dispiace per loro che magari non hanno alcuna responsabilità nell'avere allevato uno scellerato, ma ciò non toglie che un assassino debba essere punito con la massima severità.
Un assassino non può aspettarsi che la società gli riconosca quel diritto alla vita che egli ha negato alle proprie vittime.
Ma lei è dell'avviso che stupratori e assassini se ne debbano stare in carcere qualche annetto mantenuti dallo stato e poi lasciati andare poichè sono stati "riabilitati". Di fatto l'ergastolo non esiste più, cara diamantina, quindi i peggiori delinquenti se ne vanno liberi dopo pochi anni.
Spero che lei non debba cambiare niente delle sue ingenue opinioni per una esperienza diretta delle atroci conseguenze dell'avere una persona cara ammazzata.
At 5/17/2006 06:00:00 AM,
against death penalty said…
bene se non mi crede visiti il sito
www.volint.it/scuolevis/penadimorte/datidifatto.htm
e in particolare legga sotto il paragrafo:la pena di morte è un deterrente?
e mi dimostri se allora è GIUSTO E UTILE APPLICARLA.
a proposito, io non sono diamantina
At 5/18/2006 05:40:00 AM,
antonio falanga said…
cara against death penalty/diamantina
il link che lei mi ha fornito (http://www.volint.it/scuolevis/penadimorte/datidifatto.htm) ha dato un Errore 404, il che significa che la pagina richiesta non è stata trovata.
Quindi lei è approssimativa e sempliciotta non solo nell'esprimere le sue opininioni sulla pena di morte, ma anche nel copiare e incollare i link. Oppure la pagina cui lei si riferisce era talmente piena di fesserie che hanno deciso di tirarla via.
Attendo che lei mi faccia avere il link corretto, se ce la fa.
At 5/19/2006 08:35:00 AM,
against death penalty said…
http://www.volint.it/scuolevis/pena%20di%20morte/pena%20di%20morte.htm
e la smetta di chiamarmi diamantina
At 5/22/2006 07:31:00 AM,
antonio falanga said…
Il sito che lei mi ha suggerito dice molte cose, per la maggior parte sbagliate o prive di una qualsiasi prova a sostegno. Io le propongo un sito che invece di prove ne propone molte e ben argomentate:
http://www.prodeathpenalty.com/
Se la sua conoscenza dell’inglese è approssimativa e fragile quanto le sue argomentazioni, sarò felice di tradurre personalmente qualsiasi parte del sito.
Le propongo alcune mie riflessioni.
“Cornelius Singleton, nero e ritardato mentale, è stato giustiziato in Alabama nel novembre 1992.”
Singleton è stato riconosciuto colpevole del brutale pestaggio di una suora e della sua uccisione mediante strangolamento. Dopo averla seviziata e massacrata in un cimitero dove le religiosa si era recata a pregare, il criminale le ha rubato l’orologio e altre cose, e infine si è sbarazzato del cadavere nascondendolo sotto un cumulo di detriti.
Niente male per un uomo che secondo voi era ritardato. Io sono di intelligenza media, eppure dubito fortemente di essere capace di gestire quella situazione con la stessa spietata razionalità.
“La stragrande maggioranza dei minori condannati a morte proviene da ambienti estremamente degradati. Molti hanno subito gravi abusi sessuali o fisici da bambini, possiedono un livello d’intelligenza al di sotto del normale, soffrono di malattie mentali o hanno subito danni al cervello. La razza sembra influire in maniera decisiva nella condanna a morte di molti di loro. Ad esempio, nel braccio della morte delle prigioni del Texas, otto minori su nove sono neri o ispanici. Molti minorenni imputati di reati capitali sono stati difesi in maniera del tutto inadeguata da avvocati che non hanno svolto indagini sulla loro situazione di vita.”
Queste sono tutte affermazioni prive di fondamento fintanto che non si diano le prove. Inoltre i dati forniti risalgono al 1998-99, sono pertanto vecchi.
Il fatto che in termini medi neri e ispanici siano condannati a morte più spesso dei bianchi, non significa necessariamente che l’America sia popolata di razzisti che si divertono a condannare ingiustamente degli innocenti.
“Da parte di molti, vi è il sospetto che la pena di morte svolga una funzione di pulizia sociale, poiché sono numerosi gli alcolizzati, i malati di mente, gli emarginati che vengono uccisi, mentre a coloro che risultano colpevoli degli stessi crimini ma che vivono in condizioni migliori viene riservata una sorte diversa. Si ha l’impressione di essere davanti a quello che è stato definito un "potere giardiniere", un potere che si incarica di estirpare le erbacce.”
Opinione personale totalmente soggettiva e priva di qualsiasi prova.
Inoltre si fa di tutta l’erba un fascio mischiando realtà totalmente diverse come gli Stati Uniti che sono la più grande e matura democrazia del mondo, e la Cina o l’Arabia Saudita, che sono dittature sanguinarie. Io concordo sul fatto che nella maggior parte dei paesi la pena di morte sia utilizzata in maniera sbagliata, ma non negli Stati Uniti.
“Un argomento frequentemente usato è quello secondo il quale la pena di morte costituirebbe un deterrente efficace nei confronti di omicidi e di altri gravi reati comuni. Ma è veramente così? Nessuno degli ormai numerosi studi condotti in materia ha potuto dimostrare la maggiore efficacia della pena di morte rispetto ad altre pene, in ordine a particolari figure di reato, omicidio compreso.”
Dove sono questi studi? Fatemeli vedere. Voi li menzionate in modo così generico, perché non siete più precisi? Forse perché sapete bene che quei supposti “studi” sono debolucci quanto le vostre argomentazioni.
“E’ del tutto errato ritenere che la maggioranza di coloro che commettono crimini gravi quali l’omicidio calcolino razionalmente le conseguenze delle loro azioni.”
Molti omicidi sono compiuti nell’ambito di azioni criminose più ampie, quali furti e rapine, che per essere effettuate richiedono necessariamente un certo grado di razionalità da parte del criminale. Stabilire il principio che chi compie atti di estrema violenza quali l’omicidio verrà condannato a morte, è un sicuro deterrente, perché rende il compimento dell’atto criminoso molto più pericoloso per il malvivente, e il bottino insicuro e rischioso da ottenere.
Voi parlate di riabilitazione dei criminali, ve lo dico io che riabilitazione riescono ad attuare le anime belle come la sua. Notizia di dieci giorni fa: un uomo ha ucciso a coltellate la moglie e poi si è ucciso. Un fatto di cronaca come tanti? Non proprio. Vent’anni fa quell’uomo aveva ucciso a coltellate la prima moglie, s’era fatto 17 anni di carcere (solo 17 anni per un brutale omicidio), dopodiche aveva trovato un’altra moglie e dopo anni di violenze ha ucciso anche quella.
Quel secondo omicidio si poteva evitare, se altri imbecilli non avessero creduto di riabilitare chi non può essere riabilitato.
Non è un caso isolato. Quanti detenuti in semi libertà continuano a rapinare, uccidere o spacciare droga?
“Gli omicidi sono spesso commessi in momenti di passione, quando forti emozioni prevalgono sulla ragione. Sono a volte commessi sotto l’effetto di droghe o dell’alcool, o in momenti di panico, quando il colpevole è scoperto nell’atto di rubare. Alcuni soggetti colpevoli di omicidio hanno problemi di grave instabilità psichica o sono malati mentali.”
Voi fornite molte giustificazioni a chi compie crimini violenti. Voi difendete a spada tratta dei brutali assassini, ma chi difende le loro vittime? Chi parla per loro? Chi ne ricorda la fine orrenda, lo stupro, le torture, il brutale pestaggio, il terrore infinito, il dolore fisco della violenza e la terribile consapevolezza di venire uccisi?
A voi non interessa delle vittime, tanto loro sono morti ormai, non è così?
Lei ha completamente ignorato tutti i miei riferimenti alle indicibili sofferenze patite dalle vittime, come ad esempio il piccolo Tommaso Onofri. Lei non ritiene ci debba essere retribuzione per quelle efferatezze. Lei ritiene che quegli spietati criminali debbano farla franca.
Se gli assassini non vengono giustiziati, nella maggior parte dei casi essi verranno liberati (l’ergastolo di fatto non esiste più) e molti torneranno a uccidere.
Lei, cara diamantina, e le persone come lei siete responsabili di tutte quelle morti, che potrebbero essere evitate attraverso una razionale e giusta applicazione della pena di morte.
Nel nome di un idealismo stupido e ingenuo, voi consentite a degli assassini di cavarsela con poco e mettete a rischio molte altre persone e consentite che alcune di esse siano uccise.
Dovete solo vergognarvi.
E’ notizia di oggi che Erika De Nardo ha già cominciato a fruire di alcuni dei molti benefici che vengono dati agli assassini nel nostro illuminato paese in cui non esiste la pena di morte.
Erika ha massacrato a coltellate la propria mamma e il fratellino nel 2001. Li ha letteralmente fatti a pezzi, ma ha ricevuto una condanna a soli 16 anni di carcere. Immagino che per gente come lei sia giusto dare una condanna così irrisoria per un crimine così orrendo.
Dovete solo vergognarvi
At 9/27/2006 08:40:00 AM,
Anonymous said…
Io vorrei solo riportare una frase del libro....
... Se la società chiude la porta e getta la chiave significa che ritiene la vita degna di scarso o nessun valore. Se siamo una società cristiana, come ci piace credere, cos'è accaduto al principio di fede che dice che Dio è in ogni essere umano, che il bene può essere trovato in ognuno, che ogni individuo è una persona degna di valore e di essere trattata con rispetto e umanità indipendentemente dai crimini commessi o dal suo comportamento verso il prossimo? Non è un crimine ben più grave rinunciare alla nostra umanità e limitarci a eliminare i prigionieri? .....
R.M.Rossi
Non si tratta di non far giustizia.. e non c'entrano nulla i casi in cui persone malvagie scontano una condanna lieve rispetto ai loro crimini.. Si tratta di dare un senso e un valore alla vita di ognuno. In questo libro si può capire che una xsona può cambiare...pentirsi.. e tornare ad essere una persona migliore di tante che s'incontrano ogni giorno per strada... Con valori e principi migliori proprio perchè hanno fatto una lunga analisi su se stessi e sulla proprio vita.
Non mi pare che nei Paesi in cui ci sia la pena di morte i casi di criminalità siano minori.. anzì....
Leggete questo libro se potete.
At 9/27/2006 08:46:00 AM,
Anonymous said…
Che tristezza di persone che siete! Uccidere chi uccide! Bravissimi! E vi ritenete cristiani immagino!......
Spero siate persone giovani.. senza figli... Che valori potete trasmettere? Vendetta? Omicidi? 22 anni passati in carcare ad aspettare il momento in cui decidono di ucciderti? 22 anni di torture fisiche e psicologiche.. E poi ci meravigliamo quando si scoprono casi di tortura su prigionieri.. Li si facciamo i perbenisti..... Vergogna a voi!!!!!! e ribadisco... SPERO CHE A PARLARE SIA GENTE SENZA FIGLI.. CHE NON DEVE EDUCARE NESSUNO!!!
E POI CI CHIEDIAMO COME MAI AL MONDO CI SIA TANTA VIOLENZA.. CRUDELTA'..... VEDI UN PO'....
At 10/05/2006 03:24:00 AM,
Anonymous said…
Ho comprato e letto il libro "la mai vita nel braccio della morte"mi ha colpito io ero gia contro la pena di morte questo libro non ha fatto altro che accrescere il mio disprezzo per questa pratica disumana e' vero ha uccisso e per questo doveva pagare credo che 22anni nel braccio della morte tra torture psicologiche e fisiche siano sufficenti.Mi chiedo se un essere umano uccide un'altro essere umano viene dichiarato omicida, gli stati che hanno ancora in vigore la pena di morte e uccidono migliaia di persone l'anno come vanno chiamati? Si e' giusto pagare per cio che si fa ma nessuno stato puo' decidere su una vita umana!!! addio richard ...il perdono la comprensione e la giustizia non fanno parte di questo mondo...
At 10/26/2006 12:46:00 AM,
Eliana said…
Buongiorno Sig. Bardazzi, a differenza di qualcuno non scrivo per far polemica perchè credo che la memoria di un uomo non debba mai essere infangata; qualunque tipo di uomo esso sia stato da vivo. Sono anch'io, come molti altri, contro la pena di morte e appena uscito il libro l'ho acquistato e letto. Sono rimasta talmente colpita da decidere di scrivere a Richard che mi ha prontamente risposto e per questo lo ringrazio tanto. Purtroppo la mia seconda lettera non è arrivata a destinazione in quanto il numero di matricola di Richard non esiteva già più e la notizia della sua morte mi è stata comunicata dopo quasi due mesi.
Richard ha sicuramente sbagliato, come sbagliamo tutti. Forse un pochino di più ma era senza dubbio un'ottima persona e conservo con affetto l'unica lettera che ho ricevuto da lui.
E ringrazio Lei, sig. Bardazzi, per aver creato questo blog perchè in questo modo contribuisce a mantenere viva la memoria di una persona speciale che ha senza dubbio sbagliato e che ha avuto il coraggio di ammettere le sue colpe e ha pagato per questo. Voglio solo comunicare al sig. antonio che Richard ha commesso un crimine per il quale in Italia, con tutte le attenuanti del caso, avrebbe dovuto scontare al massimo 6 anni...e con l'indulto forse anche meno... Se secondo Lei questa è giustizia...
Eliana
At 11/29/2006 01:06:00 PM,
Anonymous said…
ho appena finito di leggere il bellissimo libro di Richie Rossi:un libro vero, toccante, reale, sconvolgente. Mi meraviglia vedere talvolta come si discuta se sia giusta o meno introdurre la pena di morte in ITALIA...è una aberrazione della ragione umana e di tutti diritti inviolabili dell'uopmo che per nostra fortuna in Italia sono fortemente ancorati alla immodificabilità della prima parte della COSTITUZIONE....anzichè imitare modelli statuali GIURIDICAMENTE E UMANAMENTE non evoluti come il nostro per quanto riguarda i diritti umani dovremmo ripudiarli e pensare che questa disumanità non ha MAI prodotto i tanto sperati effetti deterrenti per i consociati....bensì l'unico risultato raggiunto è quello di un macabro spettacolo per la soddisfazione della sete di vendetta.
At 12/14/2006 04:55:00 AM,
antonio falanga said…
a tutti i paladini dei diritti di assassini e stupratori io chiedo: perché no fate altro che parlare dei diritti degli assassini e di quanto sia sbagliato giustiziare gli uccisori? perché non menzionate mai le vittime? perché non parlate mai dei padri, delle madri, dei figli, dei fratelli e delle sorelle di coloro che sono stati massacrati e spesso anche torturati e violentati dai vosti protetti?
in Italia chi ha commesso un crimine analogo a quello di richard rossi avrebbe scontato solo 6 anni o forse anche meno: che vergogna, da noi gli assassini la fanno franca e sonono anche premiati, e questo grazie a gente come voi, che sta dalla parte dei carnefici... io invece sto con le vittime e sono felice che chi ha ucciso venga punito con la morte.
O voi paladini dei diritti degli assassini, come mai non firmate i vostri post? preferite restare anonimi perché siete dei codardi o perché voi stessi sapete quanto sono idioti i vostri post?
At 1/02/2007 06:04:00 PM,
Eliana said…
Gent.le Sig. Falanga, questo è il mio secondo intervento e, anche nel precedente, mi sono firmata...esattamente come farò questa volta. Tutti noi pensiamo alle vittime, alle sofferenze loro e dei familiari ma nn ritengo corretto punire con la morte delle persone che hanno commesso dei crimini...di qualunque tipo essi siano. Questo per diversi motivi:
1. pensa sia giusto uccidere una persona? Lo stato stesso, e quindi noi, commetterebbe un crimine;
2. noi nn sappiamo per quale motivo una persona può arrivare ad uccidere. Ci sono dei casi in cui il carnefice...è, prima di tutto, una vittima. Basti pensare a persone che sono state vittime di violenza.
3. Abbiamo la certezza che la persona in questione sia veramente il colpevole? Tante volte vengono emesse delle sentenze solo per andare incontro all'opinione pubblica.
4. Ma cosa si risolve uccidendo una persona? Solo un morto in più. E', invece, indispensabile che l'assassino venga reinserito in società (dopo aver scontato tutta la condanna, chiaramente e dopo essere stato rieducato).
5. Uccidere l'assassino significa alleviare del dolore, evitare che lui possa continuare a pensare al danno che ha fatto quando invece dovrebbe pensare e ripensare tutti i giorni a cioò che ha commesso.
Eliana
At 1/05/2007 06:24:00 AM,
antonio falanga said…
signora eliana
la invito caldamente a leggere Hobbes, Locke e Spinoza, ammesso che lei si degni di leggere libri che non siano stati scritti da assassini.
La società si fonda sul "contratto sociale" in virtù del quale gli individui rinunciano al proprio diritto naturale a farsi giustizia da sè in cambio dell'intervento della società quando ingiustizie siano commesse.
Se però non c'è la certezza della pena per i reati compiuti e la società non è quindi in grado di fare giustizia, le sue stesse fondamenta sono messe in discussione, in quanto le persone saranno inevitabilmente spinte a farsi giustizia da sole.
So già che lei mi consiglierà di leggermi Beccaria, cosa che peraltro ho già fatto da un pezzo. Beccaria non è contrario alla pena di morte in sé, quanto piuttosto all'uso indiscriminato che se ne faceva nel 700, e alla tortura, considerata inutile e inumana.
Beccaria sarebbe stato felice di giustiziare personalmente quei pedofili stupratori e massacratori di bambini che invece lei vuole così benevolmente "riabilitare".
Si vergogni! è grazie a gentaglia come lei che oggi in Italia assassini e delinquenti la fanno franca.
In Italia di fatto l'ergastolo non esiste più e anche gli autori dei crimini più orrendi vengono scarcerati dopo pochi anni.
Gli antichi rappresentavano la giustizia come una dea con una bilancia nella sinistra e una spada nella destra. La giustizia è anche la vendetta della società su chi ne viola le leggi.
Si vergogni!
Lei vorrebbe che chi uccide e violenta non pagasse per i propri crimini. In nome di un perverso senso di benevolenza, lei di fatto incoraggia gli assassini a continuare ad uccidere, con la promessa che anche qualora venissero presi, dopo qualche anno di "riabilitazione" verrebbero poi liberati.
Lei sa chi è Marc Doutroux?
Stupratore di decine di bambine di 10 anni, che usava per girare film porno. Ne ha lasciate morire di fame e di sete 2, chiuse in gabbie per cani nella sua cantina.
Mi dica come si fa a riabilitare un mostro così, me lo dica.
SI VERGOGNI.
At 2/20/2007 01:20:00 PM,
Anonymous said…
Sesondo me la pena di morte e giusta quando il delitto e stato ammesso e quindi la sicurezza e al 100%. Vi parla un ragazzo a cui hanno ucciso la migliore amica brutalmente in questi casi il colpevole deve avere la pena di morte,ovviamente dopo aver passato un bel pò di anni in carcere subendo anche le cose ingiuste. Mi dispiace dirlo ma secondo me è così che dev'essere. CIAO A TUTTI
At 4/11/2007 07:18:00 PM,
Eliana said…
Caro Sig. Antonio,
purtroppo nn ho avuto modo di connettermi e mi scuso per la risposta tardiva. Mi fa immenso piacere sapere che, nel frattempo, Lei sia riuscito a rispondere da solo al posto mio ma purtroppo ha sbagliato: io nn Le avrei mai consigliato di leggere Beccaria.
Una cosa che forse nn ha ben capito è che io nn difendo di certo assassini, stupratori e persone del genere ma sto semplicemente dicendo che la pena di morte è, per sua natura, una pena ingiusta e disumana e che chi applica la legge dovrebbe applicarla con due dita di cervello (cosa rara, rarissima).
Mentre io cercherò di vergognarmi come mi è stato consigliato...Lei rifletta sull'ultima frase che ho scritto.
At 5/09/2007 07:42:00 PM,
Alessandro said…
Dobbiamo dividere religione e giustizzia.
E' giusto uccidere chi ha ucciso.
chi ha commesso un reato così grave deve essere condannato.
Le uniche persone che possono essere rispiate sono parenti o amici che si vendicano sul carnefice della persona a loro cara solo perchè il nostro paese non fà quello che deve essere fatto!
La criminalità in Italia aumenta giorno per giorno perchè permettiamo ai nostri criminali di fare quello che vogliono!
Ho letto il libro di Richard Rossi prima che morisse e l'unica cosa che ho trovato ingiusta e che non bisogna far aspettare per così tanti anni una esecuzione!
Come scritto nel libro, nel carcere dell'Arizona hanno problemi di spazio e quindi se si sbrigassero a fare fuori la spazzatura della terra si libererebbe qualche posto!
Se proprio siete attaccati alla vostra fede, la bibbia dice "occhio per occhio" e dice anche che per rimmediare a un peccato come esempio il furto bisonga ripagare alla vittima sette volte di più di quello che gli è stato rubato!
Si dovrebbero giustiziare sette volte se solo si potrebbe!
Richard Rossi a ucciso un uomo e gli ha rubato i soldi quando era sotto effetto di droghe, e ne ha quasi ucciso un altro solo perchè si era insospettito sentendo gli spari.
Non dobbiamo perdonarlo perchè in quel momento "non era in grado di intendere e volere", se proprio si voleva drogare poteva almeno rimanersene a casa sua e tanto meno uscire con una pistola, bisognava giustiziarlo solo per questo, apparte l'omicidio la rapina e l'altro tentato omicidio!
Bisogna aver paura ad uscire di casa sapendo che in giro cè gente così, almeno in America hanno la speranza che se vengono uccisi i loro carnefici vengono giustiziati a loro volta come è giusto che sia!
Nessuno ha il diritto di togliere la vita a qualcun'altro, è per questo che trovo giusta la pena di morte!
Se poi dobbiamo parlare di pedofili... quelli dovrebbero farli morire dissanguati con un tronco nel...
La gente che non merita di vivere bisogna giustiziarla, siccome al momento non ci stà pensando Dio
At 6/20/2007 06:24:00 AM,
Anonymous said…
sono esterrefatta...
indignata
vorrei picchiare la gente che ha lasciato questi commenti
ho molta più pena per loro che per assassini e vittime: non c'è possibilità di scampo per il mondo fino a che anche solo uno di noi continuerà a ragionare, anzi a sragionare così...tirare in ballo Dio e le Bibbia poi!!!!! è proprio troppo.MA COME SI FA?MA COME SI FA ? QUALE LOGICA PERMETTE DI SCRIVERE PENSARE DIRE LA FRASE: NON AMMETTO CHE NESSUNO TOLGA LA VITA A QUALCUN ALTRO, PERCIO' RITENGO GIUSTA LA PENA DI MORTE. E PERCHE'COSA SI FA CON LA PENA DI MORTE? NON C'E' QUALCUNO CHE TOGLIE LA VITA A QUALCUN ALTRO?
questo mondo merita di finire, altro che...ormai ha imboccato liberamente e scelto la via dell'autodistruzione...che potrebbe fare Dio di fronte a questa nostra libera scelta?
"Avete inteso che fu detto occhio per occhio, dente per dente, ma io vi dico amate i vostri nemici, pregate per i vostri persecutori"
e certo, invece che un Dio come quello cristiano che si lascia giustiziare in croce vicino a due malfattori, preferivate un Dio che puniva e metteva a posto le cose, una specie di despota che tira i fili delle sue marionette, nel bene e nel male
comunque la pena di morte è solo una delle infamie che mi fanno vergognare di essere in questo mondo
At 8/26/2007 11:05:00 AM,
antonio falanga said…
alla persona che ha lasciato il commento appena prima di questo voglio dire: lei si dichiara esterrefatta, e vorrebbe picchiarmi perche` la penso diversamente da lei. Questo atteggiamento si commenta da solo.
Vorrei aggiungere che la differenza tra me e` lei e` che io ho il coraggio delle mie idee e mi firmo con nome e cognome, mentre lei invece sproloquia e minaccia, ma poi e` cosi` vigliacca da non lasciare il proprio nome.
Si vergogni e gia` che c`e` si faccia vedere da uno psichiatra, uno bravo pero`. Se nel frattempo qualche sua persona cara verra` stuprata o ammazzata dopo essere stata torturata da un delinquente, siamo tutti certi che lei sara` felice di perdonare il criminale, che magari ha fatto loro il favore di eliminarle da questo mondo dove lei si vergogna di essere
At 1/10/2008 04:47:00 AM,
Chantal said…
Buongiorno, sto leggendo il libro di Richard Rossi e così, cercando notizie su di lui, sono capitata qui... Ho 33 anni e quando ne avevo 15 ero assolutamente contraria alla pena di morte. La giudicavo disumana, ingiusta ed inutile, proprio come molti che hanno scritto qui... Poi sono cresciuta. Mi sono resa conto che spesso ad essere disumani e ingiusti sono i crimini commessi dagli uomini; mi sono resa conto che troppo spesso non è chi rispetta le leggi e le regole sociali ad essere premiato, ma esattamente il contrario... Parlo della realtà che conosco: l'Italia. Qui vince chi è furbo, chi aggira le regole e usa il sistema ai suoi fini, viene aiutato chi incrocia le braccia e dice di aver bisogno di aiuto... e così la meritocrazia è una utopia uccisa dal garantismo imperante in questa nostra società dove il futuro della giraffa è quello di aver il collo corto... mentre per Darwin e per la Natura quella giraffa avrebbe dovuto morire da tempo, perchè solo così la specie può migliorarsi. Invece noi non facciamo che peggiorare. Non so mi avete seguito... il collegamento con la pena di morte sta nel fatto che io credo che chi fa la cosa sbagliata deve essere punito e sicuramente tra un sistema giudiziario come quello italiano che permette troppo spesso ai colpevoli di farla franca e un sistema giudiziario come quello statunitense che in alcuni casi prevede la pena di morte... ad oggi io scelgo quello statunitense. Perchè troppo spesso una persona rischia di essere derubata, stuprata, uccisa e altro come essere tagliata a pezzi o essere gettata da un cavalcavia... Possiamo davvero rischiare l'incolumità di innocenti per aiutare chi la nostra fiducia l'ha già tradita una volta?
At 1/31/2008 01:40:00 PM,
Anonymous said…
Ho letto il libro e ho capito che sbagliano a trattare cosi male i detenuti. Pero se si è certi che è stato proprio il detunuto a compiere l'omicidio credo che la pena di morte sia giusta. Non per vendetta,ma perche cosi si incoraggiano gli altri a compiere altri delitti.
At 4/14/2008 11:03:00 AM,
Anonymous said…
Credo che tutti coloro che APPROVANO e Giustificano LA PENA DI MORTE siano già morti.
La vostra anima è già morta anche se respirate, perchè non siete capaci di SENTIRE IL DOLORE DEL MONDO!Provo molta pena per voi!
Il male è nella natura dell'uomo,ed in tutte le cose che vivono sulla terra!Su questo "granello di sabbia" che chiamiamo cosmo!
Perfino il filmine in un temporale può uccidere una persona!
Solo la COMPASSIONE (PATIRE CON) e la COMPRENSIONE (PRENDERE CON SE') possono aiutarci a costruire un mondo migliore, dove la GIUSTIZIA non sia solo scritta sulle pagine di un tomo di diritto, molto bistrattato!
La pena di morte è VERGOGNOSA,
INACCETTABILE, INUTILE, INGIUSTA, CRUDELE e BARBARA!
Sono sicura che presto il mondo ritroverà un pò di UMANITA' ABOLENDO la pena di morte!.
Patrizia
At 2/08/2009 07:21:00 AM,
fabrizio said…
Credo che non esista uomo che si possa "sostituire" a Dio,e chiunque mi risponda :"ma lui lo ha fatto.." forse non sta usando la razionalità ma il sentimento.
Potrei rispondere:"ma se uno ruba devo rubare ache io?".
Se la condanna per chi ha ucciso è la morte la condanna per chi a stuprato qual'è?
Io ho lavorato all'interno di un penitenziario e ho conosciuto persone con "fine pena mai" e sono sicuro che come pena sia sufficiente.
Credo nel pentimento dell'anima e credo che sia grottesco uccidere una persona con intorno un pubblico goloso solo di sadismo.
per chiunque sia interessato ad un dialogo costruttivo contro la pena di morte la mia mail è fb.barbieri@alice.it
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