SPIRIT OF AMERICA

America is a land of wonders, in which everything is in constant motion and every change seems an improvement ----------------------- ALEXIS DE TOCQUEVILLE

Sunday, March 05, 2006

Vinile da museo, l'hip-hop entra allo Smithsonian

I Dj neri del Bronx che negli anni '70 cominciarono a 'graffiare' dischi di vinile, inventando un nuovo genere, non potevano certo immaginare che i loro giradischi e perfino cappelli e magliette che indossavano all'epoca, sarebbero diventati pezzi da museo. Dopo oltre tre decenni di vita, l'hip-hop entra nel salotto buono della cultura americana, lo Smithsonian, andando a prendere posto al fianco di cimeli come la bandiera che ispiro' 'Star-Spangled Banner' (l'inno nazionale americano) o la ricostruzione del locale di Greensboro, in North Carolina, dove quattro studenti neri ribelli scrissero nel 1960 una storica pagina nella lotta per i diritti civili. Il National Museum of American History, uno dei musei gestiti sul Mall di Washington dalla Smithsonian Institution, ha deciso che e' tempo di dedicare un'esposizione permanente alla cultura che ha generato, negli anni, fenomeni come la breakdance, i graffiti e la musica rap attuale. Vecchi Dj e musicisti hip-hop della prima ora stanno facendo a gara ad aprire i propri ripostigli e tirar fuori album di vinile, giacche di jeans colorate, vistosi gioielli e perfino i grandi microfoni con i quali i re delle discoteche si lanciavano nei loro sermoni a ritmi sincopati. ''Adesso a chiunque abbia qualcosa da dire sulla mia musica, potro' dire, con una raffica di insulti, di andare al museo'', ha commentato il 'gangsta rapper' Ice-T, che ha donato le proprie magliette d'epoca e una collezione di dischi rari. La mostra permanente si chiamera' 'Hip-Hop won't stop: the beat, the rhymes, the life' e richiedera' alcuni anni e due milioni di dollari per essere completata. Gli esperti dello Smithsonian, che hanno appena annunciato l'avvio del progetto, gireranno l'America per raccogliere la storia orale della cultura hip-hop e migliaia di memorabilia da esporre nel museo a due passi dalla Casa Bianca e dai monumenti storici di Washington. Una consacrazione che pone ora il genere a un livello di rispettabilita' pari a quello del jazz. ''La musica americana - ha spiegato Brent Glass, il direttore del museo - e' la colonna sonora della storia americana. Hip-hop e' stato parte della musica americana per oltre 30 anni e meritava quest'onore''. Il progetto ha suscitato l'entusiasmo dei pionieri del genere, a partire dai primi disk-jockey che nel turbolento Bronx dei primi anni '70 eccitavano le folle con la loro insolita modalita' di usare il giradischi. Alla presentazione dell' iniziativa, si sono presentati praticamente tutti i nomi storici dell'epoca: Afrika Bambaataa, Grandmaster Flash, Russell Simmons, DJ Kool Herc, tra gli altri. Per molti di loro, e' anche l'occasione per riflettere sul fenomeno culturale di cui sono stati e sono protagonisti. Simmons, uno dei fondatori dell'etichetta DefJam, non ha mancato per esempio di sottolineare che la sua prima reazione alla notizia che l'hip-hop entra al museo e' stata di grande preoccupazione. ''Significa che il genere ha perso la sua carica di innovazione e la sua novita''', ha detto Simmons, secondo il quale l'hip-hop e' ''l'unica reale descrizione della sofferenza del nostro popolo''. MARCOBARDAZZI.COM

0 Comments:

Post a Comment

Note: Only a member of this blog may post a comment.

<< Home